Potrebbe essere utile richiedere un aiuto professionale quando: senti di star vivendo un momento emotivamente difficile/stressante che sta invalidando la tua qualità di vita; stai affrontando dei cambiamenti importanti che ti stanno destabilizzando; se hai difficoltà in qualche ambito della tua vita (es. problemi nelle relazioni, difficoltà a scuola/lavoro); stai sperimentando qualche sintomo (es. umore basso, ansia, rimuginii).
O più semplicemente se vuoi affrontare un percorso di crescita personale per avere maggior consapevolezza di te e migliorarti.
Non c’è un tempo o un momento giusto in senso assoluto. La risposta più adatta è: quando ti senti pronto ad affrontare ciò che ti sta creando un malessere perché vuoi smettere di soffrire.
Può sembrare banale da dire, ma prima inizi meglio è… perché eviti il “cristallizzarsi” di alcune situazioni e eviti di prolungare la sofferenza. Questo non vuol dire che iniziare più tardi sia inutile o meno utile, solo che passerai più tempo in uno stato di malessere.
La cadenza viene stabilita di comune accordo tra paziente e terapeuta in base a obiettivi, disponibilità, necessità ed esigenze. Tendenzialmente il suggerimento è di iniziare con una frequenza di una volta alla settimana per poi scalare e diluire.
È difficile stabilirlo a priori in quanto ci sono troppe variabili in gioco, tuttavia il mio approccio terapeutico è mirato alla ricerca degli strumenti più efficaci per la risoluzione delle difficoltà nella tempistica più rapida possibile.
L’approccio cognitivo-comportamentale si basa sull’idea che i pensieri, le emozioni e i comportamenti siano strettamente collegati. Le difficoltà psicologiche derivano spesso da schemi di pensiero disfunzionali (es. “non valgo nulla”, “sono un peso per gli altri”, “non risolverò mai i miei problemi” ecc.) e abitudini comportamentali che mantengono il disagio. Lavorando attivamente su emozioni e pensieri, andremo a migliorare anche i tuoi comportamenti al fine di portarti a gestire meglio le situazioni e a migliorare la qualità della tua vita.
Rispetto ad altri approcci è una terapia molto concreta e orientata agli obiettivi, si concentra molto sul momento presente (qui ed ora) ed è scientificamente provata (ha dato maggiori prove di efficacia).
Il tutto senza mai perdere il focus su ciò che ti rende “te”, quindi tutto il lavoro sarà incentrato su di te e sulla tua unicità.
No, io non posso prescrivere alcun farmaco e prediligo sempre il lavoro su di sé. Il lavoro svolto si baserà esclusivamente sulle tue risorse.
Se – e solo se – riterrò utile abbinare alla psicoterapia anche un sostegno farmacologico potremo parlarne insieme ed eventualmente contattare un medico psichiatra con il quale mi rendo disponibile a restare in contatto per aiutarti al meglio nel tuo percorso.
Psicologo: laureato magistrale in Psicologia e abilitato all’esercizio della professione dopo il superamento dell’esame di Stato e l’iscrizione all’Albo Nazionale degli Psicologi. Si occupa di valutazione, diagnosi, sostegno psicologico (es. supporto nell’elaborazione di un lutto) e attività di prevenzione.
Psicoterapeuta: è uno psicologo (vedi sopra) che, in aggiunta, ha completato una specializzazione quadriennale in psicoterapia e può quindi fare anche terapia. Si occupa di tutto ciò di cui si occupa lo psicologo più di curare (es. cura i disturbi d’ansia, i disturbi dell’umore ecc.).
Psichiatra: è un medico (laurea in Medicina) specialista in psichiatria, può prescrivere farmaci e fare psicoterapia se formato anche in psicoterapia.
Sì, lo psicologo è tenuto al segreto professionale (Art. 11 e 12 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani). Questo vuol dire che non potrò rivelare nulla di ciò che mi riporterai in seduta a nessuno… a meno che non abbia il tuo esplicito consenso per iscritto!
Certo. Per rispetto del segreto professionale e per non interferire con il suo percorso e con l’alleanza terapeutica costruita insieme non ti potrò rivelare i contenuti delle sedute (salvo situazioni di reale pericolo), ma posso comunque aggiornarti sul suo stato di salute e benessere.